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Riparte negli Usa il progetto Hello Grappa (AssoDistil)

Il sogno continua davvero, come già annunciato da AssoDistil, la Grappa Ig è pronta a volare nuovamente oltreoceano.

Riparte il progetto di promozione che negli anni ha accolto la curiosità di molti esperti e non solo. Parliamo di Hello Grappa! Progetto nato nel 2017 con una durata triennale e che, nel tempo, ha attratto diversi fondi da parte dell’Unione europea. Dopo uno stop forzato nel 2020 adesso le distillerie partecipanti sono pronte a ripartire. Si inizierà con una serie di appuntamenti telematici, all’interno dei quali ci saranno incontri tra le aziende, esperti del settore ed esperti barman. Tutto questo in attesa di un miglioramento del quadro epidemiologico che consentirà di volare negli Stati Uniti per prendere parte ad incontri ‘vis a vis’.

Un progetto che vuol dire ripartenza.

Hello Grappa! non rappresenta solo la seconda edizione di un progetto di promozione, ma racchiude anche un senso di ripartenza, di rinascita. Un intero settore che non si arrende davanti a un momento di difficoltà. In un mercato che ha dovuto riadattarsi velocemente davanti all’emergenza sanitaria, all’impossibilità di spostarsi. Un settore che ha rivoluzionato interamente le modalità di comunicazione e che, nonostante tutto, non si è mai dato per vinto. Adesso è il momento di ripartire, il sogno americano continua ancora.

Ecco le distillerie che prenderanno parte al progetto: Distilleria Castagner; Distillerie Bonollo spa; Distilleria Bonollo Umberto spa; Distilleria G. Bertagnolli srl; Distilleria Deta; Distilleria Fratelli Caffo; Distilleria Mazzetti d’Altavilla; Distilleria Marzadro; Distilleria Bepi Tosolini; Distilleria Franciacorta e Distilleria Poli.

https://assodistil.it/hello-grappa-il-sogno-continua/

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La “svolta green” delle distillerie: 500.000 tonnellate di anidride carbonica risparmiate nel 2019

500.000 tonnellate di anidride carbonica risparmiate, 300.000 megawattora di energia elettrica verde prodotta e oltre 300.000 metri cubi di potenzialità installata per bioetanolo sostenibile: sono solo alcuni dei numeri del “Report di sostenibilità” n. 1, presentato da AssoDistil (Associazione nazionale industriali distillatori di alcoli e acquaviti), che racconta la svolta green di uno dei settori, quello delle grappe e dei distillati, che è un pezzo di storia del made in Italy. Lo studio, redatto in collaborazione con Lifegate, è stato presentato, in diretta streaming, con la partecipazione di Antonio Emaldi, presidente AssoDistil; Paolo De Castro, eurodeputato e membro della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Ue; Filippo Gallinella, deputato e presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati; Silvia Totaro, sustainability specialist di Lifegate, Sandro Cobror, direttore AssoDistil.

Il documento fa riferimento al 2019 ed è stato realizzato sulla base dei dati raccolti da 11 imprese associate, che rappresentano l’80% delle sezioni merceologiche di interesse (acquaviti e alcol industriale). Il settore distillatorio dà vita a una vasta gamma di prodotti che si rivolgono al mercato alimentare, alla produzione di alcol per uso carburante (bioetanolo), per uso industriale e alla produzione di acidi organici, olii vegetali, polifenoli, mangimi e fertilizzanti. Poi, i residui del processo di distillazione vengono reimpiegati per produrre energia elettrica verde, biogas e biometano fornendo quindi il proprio contributo positivo in ottica ambientale, sostenendo la creazione di una filiera virtuosa di gestione e valorizzazione dei sottoprodotti destinati alla distillazione, prima, e alla produzione di energia, poi.

Il primo “Report di sostenibilità” per il presidente AssoDistil, Antonio Emaldi “è solo il punto di partenza di un percorso per proiettarsi verso un concetto più ampio di sostenibilità ambientale, economica e sociale, dalle produzioni agricole al prodotto finito e confezionato: un approccio olistico coerente con lo sviluppo sostenibile del nostro Paese”. Il settore distillatorio dispone di una potenzialità installata per produrre oltre 300.000 m³ all’anno di bioetanolo sostenibile, il biocarburante di origine naturale più diffuso al mondo e l’unico a poter rispondere alle necessità di sostenibilità del settore trasporti e a contribuire all’abbattimento delle emissioni. I residui della distillazione, inoltre, si prestano a essere riutilizzati come biomasse combustibili. Con la combustione di questi residui e la digestione dei reflui, soprattutto borlande, vengono prodotti quasi 300.000 MWh all’anno di energia elettrica destinata principalmente all’autoconsumo. Per il direttore AssoDistil Sandro Corbor, “oggi le distillerie prendono consapevolezza dell’importanza non solo di praticare la sostenibilità economica, sociale ed ambientale, ma anche di comunicarla in maniera trasparente per rafforzare il rapporto con il territorio che è fondamentale. Le aziende sono convinte dell’importanza e della necessità di uno sviluppo sostenibile per competere nel mercato globale. L’impegno di AssoDistil è di accompagnare la crescita sostenibile delle aziende anche attraverso la ricerca e l’innovazione per permettere di sfruttare completamente il potenziale ancora inespresso delle produzioni in distilleria in un’ottica di economia circolare coerente con gli obiettivi comunitari del Green Deal”.
Un impegno che si traduce in economia circolare.

Prendendo i dati AssoDistil, riferiti al 2019, sono 606.795 i gigajoule (Gj) di energia prodotti, con un recupero di energia sui rifiuti prodotti dell’88,9%, pari a 12.541 tonnellate. I rifiuti pericolosi costituiscono solo lo 0,5% del totale dei rifiuti e, di questi, quelli inviati in discarica sono solo lo 0,3%. Il totale di energia autoprodotta proveniente da fonti rinnovabili è pari a 3.732.000 Gj. Le vinacce utilizzate come materie prime superano le 534.000 tonnellate, mentre le fecce utilizzate sono oltre 209.000. 54.000 le tonnellate di frutta e oltre 45.000 le materie tartariche impiegate per il processo produttivo. Uno dei fattori chiave per la virtuosità ambientale e la circolarità del settore distillatorio sta nella modalità di approvvigionamento delle materie prime con una sensibilità a privilegiare il chilometro zero. Il report spiega che le realtà associate utilizzano fornitori storici e tendono a privilegiare quelli locali per contribuire all’economia del territorio. Considerando i fornitori delle associate incluse nel report, i fornitori locali sono pari al 35% che crescono di molto se si guarda alla sola filiera vitivinicola, “dal momento che il settore distillatorio risponde completamente alle necessità della filiera vitivinicola che trova utile sbocco nei sottoprodotti della produzione del vino, vinacce e fecce”. Numeri significativi anche per quanto riguarda la sfera occupazionale. Nel 2019 le persone impiegate nelle aziende al centro dello studio sono 659: 124 nuovi assunti, l’88,2% dei dipendenti ha un contratto a tempo determinato e sono state effettuate oltre 3.000 ore di formazione, pari a quasi 5 ore di formazione annua per ogni dipendente.

Le dimensioni delle aziende associate partecipanti al report variano molto dall’una all’altra, si va da un minimo di 8 fino a un massimo di 153 dipendenti. A fare la parte del leone, a livello di persone impiegate, è il Veneto, con 241 dipendenti, seguito dal Trentino – Alto Adige (90), dall’Emilia Romagna (88) e da Lazio e Toscana, rispettivamente con 63 e 62 dipendenti. La presenza delle donne è pari al 27,5% dell’organico complessivo, mentre a livello di età, il 53% dei dipendenti si concentra nella fascia tra i 30 e i 50 anni e gli under 30 sono pari al 16%. Una delle priorità delle aziende del settore è quello della sicurezza e della tutela della salute. Nel 2019 si sono verificati 15 infortuni, di cui 4 gravi, su circa 1.128.000 ore lavorate. Un dato questo che fissa il tasso di frequenza degli infortuni gravi allo 0,71% e quello totale degli infortuni registrabili (numero infortuni su totale ore lavorate) al 2,66%.

People, Planet e Profit sono i tre temi rilevanti emersi dall’analisi rispetto ai principali impatti delle imprese che possono influenzare gli stakeholder. “People” riguarda la crescita delle imprese rispetto al contributo delle persone che vi lavorano, “Planet” la tutela dell’ambiente e la valorizzazione delle risorse nei processi produttivi, “Profit” la scelta delle materie e gli investimenti in ricerca. Le imprese associate che hanno contribuito alla realizzazione del report sono: Bottega Spa, D’Auria Distillerie & Energia Spa, Distilleria Bertolino, Distilleria Deta Srl, Distilleria G.Bertagnoli Srl, Distilleria Marzadro Spa, Distillerie Bonollo Spa, Distillerie Bonollo Umberto Spa, Distillerie Mazzari Spa, Fratelli Francoli Spa, Ima Srl – Industria Meridionale Alcolici (Gruppo Bertolino).

Il “Report di sostenibilità” è stato redatto in conformità ai “Global Reporting Initiative Sustainability Reporting Standards” definiti nel 2016 dal Global Reporting Initiative (Gri), secondo l’opzione “Referenced”.

Il tema della sostenibilità per Filippo Gallinella, presidente Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati “va contestualizzato a livello di Paese e affrontarlo come un percorso e un processo che va gestito con la massima coerenza, mettendo in campo strumenti semplici di misura, sui quali calibrare gli interventi. Bene il report di AssoDistil, dunque, il mio auspicio è di ampliare la discussione il più possibile. In futuro spero di riuscire a organizzare gli stati generali della sostenibilità, coinvolgendo il settore industriale e tutti coloro che vorranno dare il proprio contributo a questo confronto”. Paolo De Castro, eurodeputato e membro della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo spiega che “l’accordo sul recovery found sblocca una serie di risorse e di misure anche per la politica agricola. La grande prospettiva del green new deal è trovare un equilibrio di sviluppo tra sostenibilità ambientale, economica e sociale. Deve iniziare una fase nuova che andrà tradotta in atti legislativi e in misure concrete.

Una riforma che dovremo fare insieme agli agricoltori e a tutti i protagonisti delle diverse filiere. Siamo dentro un percorso, nel quale vogliamo far crescere e maturare l’idea di sostenibilità da parte del nostro sistema produttivo. L’Europa ci sta scommettendo molto e un plauso va a chi, come AssoDistil, si sta muovendo in questa direzione”.

https://winenews.it/it/la-svolta-green-delle-distillerie-500-000-tonnellate-di-anidride-carbonica-risparmiate-nel-2019_431906

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Grappa, le 10 aziende top per fatturato nel 2018

Se il 2018 è stato un anno di piccoli movimenti nei fatturati della grappa italiana – e non poteva esser altrimenti, essendo penalizzata dalla carenza di materia prima per la magra vendemmia 2017 – altrettanto non si può dire sul versante della marginalità. Secondo l’analisi curata dal Centro studi Pambianco, le prime dieci distillerie nazionali specializzate nella produzione di grappa hanno registrato utili nettamente positivi. E se le Top 10 hanno generato un fatturato complessivo di 214 milioni di euro (+3 milioni rispetto al 2017), i primi quattro player in particolare sono andati in doppia cifra nel rapporto tra Ebitda e giro d’affari.

Posizioni confermate nella Top 5

La top ten vede ancora una volta in vetta la padovana Bonollo Umberto (che opera nel mercato con marchio Of) con 49 milioni di fatturato, in crescita di oltre il 17% rispetto al 2017, e un’incidenza dell’Ebitda su fatturato superiore all’11% con prospettive favorevoli a fine 2019.

«Valorizzazione della tradizione e dei vitigni italiani eccellenti, spinta all’innovazione e attenzione alle moderne tendenze», questi gli ingredienti che OF Bonollo dichiara come ricetta del successo, mentre guarda al consolidamento del mercato italiano e alla conquista di nuovi mercati internazionali. «Il nostro focus – afferma il direttore marketing Elvio Bonollo – resta la valorizzazione del prodotto, l’esperienza sensoriale legata alla degustazione della grappa, con l’impegno e la sfida di continuare a proporre novità».

Al secondo posto un’altra conferma: Distillerie Franciacorta (acquisita a febbraio da Stock Spirits) ha chiuso l’anno con 32 milioni di ricavi (+3,7%) e con più di 4 milioni di Ebitda.

Le Distillerie Bonollo – sul terzo scalino del podio- sono l’esempio concreto della tendenza “anomala” registrata nel 2018: colpita dura dalla scarsità di materia prima, con ricavi scesi a 26 milioni contro gli oltre 30 dell’esercizio precedente (-15%), la società di Formigine (Modena) ha comunque confermato i 3,8 milioni di Ebitda. Il quarto posto è appannaggio di Distillerie Marzadro, che centra un lieve incremento di ricavi (20,9 contro 20,6 milioni) e spinge sulla marginalità, salita da 2,3 a 3,1 milioni di euro, arrivando a sfiorare il 15% di incidenza sul fatturato. In quinta posizione c’è Bonaventura Maschio, che conferma il fatturato (+0,4%) e incrementa la redditività portandola dal 2 al 2,5% dei ricavi.

Mercato della grappa in evoluzione

«Quello della grappa – evidenziano gli analisti di Pambianco – appare come un settore solido e in grado di offrire ai suoi leader la possibilità di sostenere anche annate difficili come quella legata alla raccolta del 2017. La grappa italiana rimarrà comunque una nicchia e non potrà mai crescere come altri distillati che non dispongono di una materia prima contingentata, visto che la grappa può essere prodotta soltanto a partire dalle vinacce italiane».

I produttori sono però concentrati sull’evoluzione del “peso” della grappa nella mixology, con la promozione di un posizionamento che garantisca un valore aggiunto più alto. Un altro filone d’investimento è legato all’accoglienza, sperimentata con successo dalla distilleria Berta, che chiude la top ten dei fatturati ed è leader assoluta per marginalità, con un Ebitda pari al 27% del fatturato.

https://www.ilsole24ore.com/art/grappa-10-aziende-top-fatturato-2018-ACVYxnm?refresh_ce=1

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Ebitda a due cifre per i leader della grappa

Nel 2018, i primi dieci player della grappa hanno fatturato complessivamente 214 milioni di euro, tre milioni in più del corrispettivo 2017. Il leader nella classifica emersa dallo studio Pambianco sulle principali distillerie specializzate è Bonollo Umberto, noto per il marchio Of, che con 49 milioni di ricavi si è rivelato anche il protagonista assoluto in termini di crescita anno su anno (+17%). In seconda posizione a 32 milioni di euro c’è la conferma di Distillerie Franciacorta, realtà acquisita a inizio febbraio da Stock Spirits, già attiva nel comparto grappa con il marchio Julia. Completa il podio Distillerie Bonollo, terza con 26 milioni di incasso.

Nel 2018 la crescita del comparto grappa è stata ostacolata non tanto da problematiche di mercato, quanto dalla scarsità di materia prima originata dalla vendemmia 2017, situazione che dovrebbe ripetersi il prossimo anno ma che certamente non è avvenuta quest’anno (essendo stata molto abbondante la raccolta 2018 pronta per il 2019).

In compenso, la marginalità delle aziende considerate nello studio si è rivelata più che positiva, arrivando a superare la soglia del 10% nel rapporto tra ebitda e fatturato. Tutti i primi quattro player (Bonollo Umberto, Franciacorta, Bonollo e Marzadro) hanno ottenuto una percentuale di ebitda a doppia cifra, anche se l’incidenza più elevata è quella del decimo classificato per giro d’affari ovvero i piemontesi di Berta Distillerie, capaci di arrivare a un 27% grazie anche all’attività di incoming organizzata in questi anni con l’apertura di un resort della grappa.

Quello della grappa appare pertanto come un settore solido e in grado di offrire ai suoi leader la possibilità di sostenere anche annate difficili come quella legata alla raccolta del 2017. Le linee strategiche sono state delineate con chiarezza. “Il nostro focus – afferma Elvio Bonollo, direttore marketing e relazioni esterne della Bonollo Umberto – resta la valorizzazione del prodotto, l’esperienza sensoriale legata alla degustazione della grappa, con l’impegno e la sfida di continuare a proporre novità”. Inoltre, le distillerie cercano di ridurre le produzioni conto terzi per investire nei marchi di proprietà, come ad esempio ha fatto Berta: ““Nel 2018 abbiamo ridotto la nostra presenza in ambiti non strategici come la produzione per il private label, riducendo gli incassi ma senza variazioni di marginalità”, ha affermato Chicco Berta.

https://wine.pambianconews.com/2019/09/ebitda-a-due-cifre-per-i-leader-della-grappa/186817

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Il Mercato delle Grappe: 140 distillerie, 300 MLN € di fatturato, di cui il 25% all’estero

Secondo una ricerca di “Pambianco Strategie di Impresa”, il giro d’affari 2015 delle prime venti realtà italiane specializzate nella produzione di grappa è pari a 223 milioni di euro contro i 225 del 2014. Se si aggiungono le grappe delle aziendi minori e delle aziende non specializzate (quelle appartenenti alle aziende il cui fatturato prevalente è legato ad altri prodotti come ad esempio Stock e Branca) il giro d’affari complessivo dovrebbe pervenire ai 300 MLN € all’anno , con ca. 20.000.000 di bottiglie prodotte.

Il distillato simbolo dell’Italia avrebbe ottime prospettive di crescita legate all’export, ma, la situazione delle principali realtà di settore è statica, condizionata dalla debolezza del mercato interno e dal suo peso tuttora dominante. C’è inoltre una struttura prodduttiva molto fastagliata e dispersiva con oltre 140 distillerie, caratterizzata da piccoli numeri, con pochi gruppi di rilevo e tanti micro-distillatori che appaiono in difficoltà verso i mercati esteri.

Le aziende che vantano fatturati di almeno 10 MLN € sono solo una decina:

…Distillerie Bonollo di Formigine (MO), con un fatturato di 33 Mn/€,

…Bonollo Umberto di Maestrino (PD), 33 Mn/€,

…Franciacorta Distillerie, 27 Mn/€,

…Francoli, 24 Mn/€,

…Bonaventura Maschio, 19 Mn/€,

…Marzadro,18 Mn/€,

…Nonino, 13 Mn/€

…Berta, 12 Mn/€

…Castagner, 11 Mn/€

…Nardini, 10 Mn/€

Vista in positivo, la situazione della grappa sta migliorando e il prodotto sembra ormai pronto, sotto il profilo qualitativo, per misurarsi all’estero con i suoi più illustri competitor come whisky, cognac e rhum. L’export nel 2016, secondo i dati forniti da Istat e rielaborati da Assodistil, è aumentato del 5,2% ed Elvio Bonollo, presidente dell’Istituto Nazionale Grappa, evidenzia i progressi ottenuti in Russia ed Est Europa, +35% negli ultimi sei anni, diventate nuovo polo di riferimento per le esportazioni in aggiunta ai tradizionali mercati di lingua tedesca, che primeggiano in Europa.

https://www.beverfood.com/mercato-grappe-140-distillerie-300-mn-fatturato-cui-25-all-estero-wd90003/

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Gran Galà Vitis 2014: il premio “Interpretare il Territorio-L’Italianità nel mondo” a Mariacarla Bonollo

Si è tenuto nei giorni scorsi nella splendida cornice del Palazzo della Fonte di Fiuggi il Gran Galà Vitis 2014, promosso dall’Associazione Italiana Sommelier, che ha premiato l’eccellenza nel Lazio consegnando a Mariacarla Bonollo, delle Distillerie Bonollo S.p.A. di Formigine (Mo), il premio “Interpretare il Territorio-L’Italianità nel mondo” con la seguente motivazione: “Grazie anche al sostanziale apporto della sede di Anagni, ad oggi la più grande distilleria d’Europa, la Bonollo ha saputo sapientemente rimanere al passo con i tempi, coniugando la produzione di eccellenti distillati con le più avanzate biotecnologie conosciute”.

Il riconoscimento è stato particolarmente apprezzato in quanto attesta lo sforzo profuso dalla società per la produzione di acqueviti di altissima qualità e per la divulgazione della cultura e della conoscenza della grappa nel mondo, tramite il Centro Documentazione intitolato alla memoria del fondatore Luigi Bonollo.

https://anag.it/gran-gala-vitis-2014-il-p-remio-interpretare-il-territorio-litalianita-nel-mondo-a-mariacarla-bonollo/

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